Recensione

Gandino: «Giorni felici» di Beckett apre la rassegna di teatro e musica
di Andrea Frambosi

Con «Giorni felici», uno dei capolavori di Samuel Beckett, si apre, giovedì (inizio spettacoli ore 21), la terza edizione della rassegna Teatro e Musica nei Giardini di Gandino, organizzata dalla Compagnia teatrale Le Acque in collaborazione con il Comune di Gandino.

La rassegna prende il via con uno dei più celebri lavori del drammaturgo, scrittore e poeta irlandese Premio Nobel nel 1969, «Giorni felici», interpretata dall’attrice Luna Pizzo, nell’adattamento e per la regia di Beatrice Meloncelli della Compagnia Le Acque. La protagonista, Winnie, è semi-sepolta in un cumulo di terra e può quindi muoversi solo dalla vita in su.

Di modo che l’azione è per lo più statica ma diventa dinamica in virtù della scienza beckettiana di dare vita alle parole, anche se in una loro particolare e surreale illeggibilità: «Un’atmosfera surreale apre all’illeggibilità. Una staticità desolante ma anche malinconica e lieve, con sfumature di leggerezza in un ambiente tragicomico e poetico. La parola è gesto, la parola esprime l’assurdo che è reale, i silenzi trasformano la parola».

Lo spettacolo si svolgerà nel giardino della chiesa di San Lorenzo (Barzizza di Gandino). Giovedì 11 la rassegna si sposta al parco comunale (Cirano di Gandino) dove andrà in scena una lettura con musica dal vivo, intitolata «Voci di donne» con Francesca Minutoli e le musiche dal vivo di Tasos Georgopoulos.

Ancora una lettura con musica dal vivo il giovedì successivo, 18 agosto, con la Compagnia Lo Spazio dell’Anima in «Alda nel paese delle meraviglie», dedicato alla poetessa Alda Merini, a cura di Edoardo Alborghetti e Gianluigi Vitali, con Gianluigi Vitali, musiche dal vivo di Stefano Taglietti eseguite nel giardino del chiostro delle Suore Orsoline (Gandino).

«Quelle della Merini – scrivono gli autori – sono parole pensate per la pagina e non per la voce. È un altro tempo. Nella scrittura esiste un tempo interno e la voce sposta le parole nell’aria, le lega al respiro, alle sospensioni, al suo tempo vivente. È “difficile” la Merini. Con Edoardo Alborghetti abbiamo cercato di “tradurla” con lo stupore di Alice. Così è nata “Alda nel Paese delle Meraviglie”: una favola, “per adulti accompagnati”».

Chiude la rassegna, giovedì 25 agosto, al parco comunale di Gandino, lo spettacolo «Giullari e trovatori» della Compagnia Teatro Musica Melikè, con Carlo Mega (recitazione e regia), Francesco Motta (liuto, ghironda, percussioni), Giorgio Merati (flauti, galoubet, cornamusa, bombarda bretone).

Nello spettacolo «si narra la vicenda di “turpissimi istrioni” che durante il Medioevo vagavano per le strade, le piazze, le taverne e con la loro satira grassa, lo sberleffo dei potenti divertivano il popolo “con piacevolezza d’atti e di parole”: i giullari. Musiche, prose, poesie e canzoni raccontano l’avventura di quei primi professionisti della scena perseguitati dalla Chiesa e disprezzati dai rivali di scena: i trovatori».

L’Eco di Bergamo, 2 agosto 2011

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